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Fabrizia
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mwhgFabrizia è un mwhwcomune italiano di mwia1 927 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqprovincia di Vibo Valentia in mwjgCalabria.
Contents
• Clima
• Storia
• Origini
• Simboli
• Società
• Economia
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Fabrizia è l'unico paese delle mwkwSerre calabresi ad avere una vista sul mare Ionio:
Nel comune di Fabrizia si trovano le sorgenti dell'mwmqAllaro. Una di esse è la cosiddetta mwmgGurna Nigra (in italiano: mwnaPozza nera)
Il territorio è all'interno della catena montuosa delle mwngSerre calabresi che inizia al mwnwpasso della Limina, e termina all'mwoaistmo di Catanzaro, il punto più stretto d'Italia, dove 35 chilometri separano il mar Ionio dal mar Tirreno.
Le Serre confinano quindi al sud con l'mwogAspromonte e la mwowpiana di Gioia Tauro, a nord con la mwpaSila. Il territorio ricade nelle mwpqprovincie di Reggio Calabria, mwpgVibo Valentia e mwpwCatanzaro.
Terremoti
mwqgLa Calabria è una tra le Regioni italiane a maggior rischio sismico. La recente riclassificazione sismica del territorio nazionale, effettuata ai sensi dell'ordinanza n. 3274 del 20 marzo 2003 ha classificato l'intero territorio nazionale in quattro zone indicate con i numeri da 1 (a maggior rischio) e 4 (a minor rischio). I 404 comuni calabresi ricadono tutti nella zona 1 o 2, precisamente 261 ricadono nella zona 1 e 148 nella zona 2.cite-ref-4[4]
Il mwsaterremoto della Calabria meridionale del 1783 (anche denominato mwsqterremoto di Reggio e Messina del 1783) fu la più grande catastrofe che colpì l'Italia meridionale nel XVIII secolo.cite-ref-5[5]
Alluvioni
mwua14-19 ottobre 1951: In quattro giorni sono caduti 1770mwuq mm di pioggia. L'evento meteo intenso ha interessato 67 comuni, provocando 4500 senzatetto, con 1700 abitazioni crollate o inagibilicite-ref-6[6]
mwvw21 ottobre 1953: Evento meteo intenso, predisposizione strati geologici superficiali, orografia, rottura argini.cite-ref-7[7]
mwxqNubifragi ed alluvioni in Calabria nel periodo 20/12/72 - 2/1/73. Fenomeni gravissimi di dissesto. Moltissime abitazioni fatte sgomberare e molte persone rimaste senza tetto.cite-ref-8[8]
Clima
Tipico clima delle Serre calabresi. La zona valliva centrale, che corrisponde alla conca di mwzaSerra San Bruno, mwzqMongiana e Fabrizia (tra gli 800 e i 1000 m) il clima è di tipo montano appenninico di transizione (una via di mezzo da quello montano superiore a quello pedemontano del castagno): si hanno quindi inverni freddi e piovosi, ma anche con neve durante i periodi più freddi con una media di almeno 2 eventi nevosi all'anno, e da estati calde ma non siccitose.
La piovosità del luogo è al di sopra della media regionale. Le zone più piovose delle mwzwSerre raggiungono i 2000 millimetri l'anno nella zona tra mwaaSerra San Bruno e Fabrizia, nelle serre occidentali si abbassa tra i 1100 e i 1400 millimetri annui mentre nella parte orientale la piovosità è ulteriormente più bassa.cite-ref-9[9]
Storia
Origini
I mwcaCarafa, ad un secolo dell'acquisizione avvenuta nel mwcq1479 della baronia di mwcgCastelvetere da Ferrante d'Aragona (mwcwFerdinando I di Napoli), avviarono rapidamente l'ampliamento del feudo, che ad un secolo dall'acquisizione, alla fine del Cinquecento, si configurò come un vasto stato feudale. Nel mwda1594 i mwdqCarafa acquisiranno anche il titolo di principi di Roccella ed, a partire da quell'anno, lo Stato verrà identificato con tale denominazione.
È mwdwFabrizio Carafa 3º Marchese e 1º Principe di Roccella dal 24.3.1594 (1570 +6.9.1629) del ramo della Spina, che resse lo Stato dalla morte del padre mweaGeronimo (1570) fino al 1629. È il regista del piano di ampliamento e rilancio dei feudi: con la sua presa di possesso venne attuato l'ingrandimento dello Stato, mettendo in atto interventi per una politica attenta sia al controllo che allo sviluppo economico dello stato feudale. Così va interpretata la riedificazione dei casali di Santa Maria della Grazia e Campoli nel territorio del marchesato di mweqCastelveterecite-ref-10[10], oggi mwfgCauloniacite-ref-11[11], e la fondazione alla fine del Cinquecento di due piccoli centri: Fabrizia e Carafa. Il motivo che spinse il Carafa a scegliere mwgwli prunaricite-ref-12[12] come sede di un nuovo centro (Fabriziacite-ref-0-13-0[13]) è riconducibile alla volontà di strutturare in maniera più solida un abitato, in un territorio dotato di notevoli risorse forestali, in cui era diffusa la pastorizia e in cui erano presenti, e sfruttate dall'antichità, anche risorse minerarie.cite-ref-14[14]
Periodo storico
Fabrizia - Prunari o Cropanei è un piccolo borgo sorto dalla trasmigrazione delle genti di mwkgCastelvetere e di mwkwRoccella, a causa di un rimescolamento demografico e furono fondati contemporaneamente Caraffa, Benestare, Fabrizia, Sant'Ilario, San Luca e fu ripopolato Bombile (cfr: mwlaFamiglie Storiche dello Jonio - Di Alessio B. Bedini), quando in quei tempi di declino delle baronie, dovuto a cause socio economiche come la "grande fame" del 1590 (mwlqcit.38 C. Trasselli, Lo stato di Gerace e Terranova nel cinquecento, Barbaro Ed., Oppido Mamertina (Rc),1996, pp.mwlg 132–139), sia ai numerosi attacchi dei saraceni (cit.39 Il primo settembre mwlw1594 il saraceno Sinam Pascià Cicala prese, saccheggiò e bruciò Condojanni ed altri paesi della zona (Cfr. mwmqD.Minuto, Storia della gente in Calabria, ed. Qualecultura, Vibo Valentia Vv, 2005, p.mwmg 194).
Di Fabrizia, Prunaricite-ref-0-13-1[13] o Cropaneicite-ref-15[15] si conosce quindi, la data di edificazione avvenuta tra il 1590 ed il 1591cite-ref-16[16]. Il centro contava alla fondazione 47 fuochicite-ref-17[17], ma crebbe rapidamente, tanto da raggiungerne 118 nel mwra1643. In quest'ultimo censimento vengono elencati anche due sacerdoti e dichiarata l'esistenza del palazzo del principecite-ref-18[18]
Fu fondata come comune autonomo nel mwtg1591, tratta dal casale del principe di Roccella mwtwFabrizio Carafa, 3º Marchese e I Principe di Roccella dal 24.3.1594 (1570 +6.9.1629), che vi eresse la sua dimora estiva ed impose il proprio nome al luogo. Il castello, esistente ancor oggi, rappresentò "il fulcro di tutte le attività" del feudo per lungo tempo. La famiglia mwuaCarafa del ramo "della Spina" dimostrò il suo legame al borgo facendo costruire vicino alla già esistente chiesa del Santissimo Sacramento (mwuq1737) ed oggi chiesa matrice, la mwugcappella del Rosario, che dalla sua consacrazione avvenuta nel mwuw1742 fu proclamata d'esclusivo patronato dei Carafa.
Secondo il "mwwqcatasto onciario" o "catasto Carolino" (mwwg1746) la località annoverava un'elevata quantità d'artigiani e mestieranti vari tra cui: fabbri, sarti, mastri d'ascia, muratori, casari, custode di neve, chianchieri, massari e braccianti. Sugli argini della fiumara "mwwwAllaro"cite-ref-19[19] v'erano numerosi mulini per la macina e diverse fornaci per la realizzazione di manufatti in argilla.
All'inizio del Ottocento, il trasferimento del casato a mwyqNapoli coincise, insieme al rovinoso terremoto del mwyg1783, con un lento ma inesorabile declino dei possedimenti del principato. A causa del devastante terremoto, l'intero territorio accusò un forte regresso economico, dal quale si riprese solo con l'avvento del dominio Francese; la ripresa ebbe come forte traino la presenza sul territorio delle mwywRegie Ferriere, costruite durante il dominio borbonico e potenziate dai francesi.
Ordini, Pandette e Costituzioni promulgati nel 1692 per lo Stato della Roccella [ 20 ]
Principe mw0gCarlo Maria Carafa Branciforte regolamentò giuridicamente, quanto pignolescamente, anche la libertà di religiosità dei sudditi feudali. La parte generale della citata codificazione contempla infatti gli Ordini toccanti al Servigio di Dio, la cui ragion giustificatrice è da rinvenirsi nella intransigente religiosità di quell'illustre Feudatario.
estratto:
1. Ordiniamo, e comandiamo che nelle Chiese non si possa passeggiare, parlare con voce alta, far negozj, e contratti di mercatanzia, sotto pena di scudi dieci applicandi alla medesima Chiesa
2. Che qualsivoglia persona, che si troverà a cavallo, e per strada, o in qualsisia altra maniera, s'incontrerà con la processione del Santissimo, o Viatico, che va agl'infermi, debba subito scavalcare, e con ogni riverenza ginocchiarsi, sotto pena di mesi due di carcere, et altre a nostro arbitrio.
3. Che nelle Domeniche, né giorni di feste comandate, et in quell'ore che starà Nostro Signore nel Santo Sepolcro nel giovedì, e venerdì Santo, niuno Botegaro possa tenere la porta aperta, né vendere cos'alcuna, se non che le cose commestibili, o medicine; et a questi gli sia solamente permesso di tenere la mezza porta aperta, sotto pena di quindici giorni di carcere.
4. Che niuno ardisca di far'il nome del demonio santo, né bestemmiare in quasisia maniera Iddio, la Beata Vergine, et i Santi, sotto la pena contenuta nelle Regie Prammatiche, e della frusta agli ignobili, et ‘a nobili di scudi venticinque.
5. Che iMedici, Chirusi, o altra persona, che anderà a medicare gli infermi, debbano ricordarli, che si abbiano da confessare, e passati tre giorni dopo la prima visita, se non si saranno confessati, non l'abbiano più da visitare, né ordinare i medicamenti, sotto pena di scudi quindici da pagarsi ad un luogo pio.
6. Che li Maestri di Scola siano obbligati d'insegnare in ogni sabbato della settimana a' loro scolari la dottrina cristiana, sotto pena di scudi cinque applicandi ad un luogo pio et incorrano nella pena stessa i Padri, che manderanno i loro figliuoli a quel Maestro, che non gl'insegna la dottrina cristiana.
7. Che non possa niuna persona, huomo, o donna che sia, fare l'uficio di reputatrice, né andare alle chiese, e seppolture per piangere i morti, né nelle case de' morti si possa piangere con gridi, passando il Santissimo Sacramento processionalmente, o per il Viatico, sotto pena in ognuno de' suddetti casi di un mese di carcere.
8. Che non possa niuno per morte di un suo parente far sonare più di una campana per chiesa, e non più di un quarto d'ora in tre volte, tanto nel giorno della morte, sepoltura, o anniversario, sotto pena di scudi cinque applicandi ad un luogo pio.
9. Che non possa niuna persona tenere donna a guadagno, tanto in parte pubblica, quanto secreta, né fare l'uficio di ruffiana, o ruffiano, sotto pena della frusta, et altre a nostro arbitrio, secondo la qualità della persona.
10. Che non ardisca niuno fare usura in qualsisia maniera che fosse, sotto pena d'un mese di carcere, e di pagare il doppio, di quanto avrà importato, alla persona che n'avrà patito il danno.
11. Che i Capitani de' luoghi, che non faranno osservare i predetti ordini, e capitoli, incorrano nella pena di scudi cinquanta, applicandi alla Cappella del Santissimo di quel luogo, dove sarà la contravvenzione, et altre a nostro arbitrio riservate.
Antica planimetria di Fabrizia
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 10 dicembre 1990.cite-ref-21[21]
«D'argento, ai due
faggi
di verde, fustati al naturale, nodriti nelle due colline di verde, fondate in punta, i fusti dei faggi attraversanti la
foglia di sega
, d'oro, posta
in banda
abbassata, uscente dai fianchi dello scudo, dentata su entrambi i lati di cinquanta pezzi, ventisei centrali, dodici a destra, dodici a sinistra. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di verde.
In precedenza era in uso uno stemma con una capra sulla campagna erbosa, accompagnata in capo da tre stelle di sei punte mw-gmale ordinate.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa di Sant'Antonio da Padova
Chiesa matrice nel passato, ora dedicata al culto di sant'Antonio, ancora radicato e contemporaneo: molti i segni votivi.
Nel giorno della sua ricorrenza, 13 giugno, sono ancora numerose le persone che offrono al Santo il "voto delle verginelle" che si paga invitando a casa propria 13 giovani ragazze ed un ragazzino (che dovrebbe rappresentare il bambinello Gesù), a cui vengono servite tredici portate diverse.
I giovani, a fine pranzo, salutano i padroni di casa baciando loro la mano e ringraziando per l'invito; mentre i familiari dei ragazzi invitati esprimono l'augurio che il loro voto venga accolto, generalmente mediante la frase tipica ancora in uso: "mwaquLu Santu mu vi l'accetta".
Chiesa del Rosario
Edificata nel mwaqw1742 da mwaq0Gennaro I Carafa Cantelmo Stuart, VII principe di Roccella (1726–31.X.1767), al quale spettava il relativo patronato.
La presenza di un economo spirituale dimostra l'assidua richiesta di cure religiose da impartire alla famiglia del principe.
Il principe Gennaro erogava, per ciò, ogni anno al sindaco prunarese non meno di trecento ducati.cite-ref-22[22]
Chiesa del Carmine
Edificata nel mwasu1753, giovandosi di un fondo denominato mwasy"mellara", attribuito dallo stesso fondatore, il Sac. Antonio Arena, realizzata con schemi e materiali diversi dalle precedenti chiese di Fabrizia. (A. Oppedisano, mwascCronistoria citata) Edificata su progetto e direzione di anonimi scalpellini serresi, venne dislocata sul pianoro della Vallonella e da lì si dipartiva un sistema viario più ampio rispetto alle 'rughe' tradizionali, dovuto al trasporto delle derrate agricole mediante carri trainati da buoi.
Il governo borbonico di mwaskFerdinando II con decreto 7 gennaio mwaso1842 l'istituzione della confraternita intitolata a Maria Santissima del Carmine e Immacolata, fondata nella chiesa del Carmine da Stefano Franzè, Vincenzo Simonetta e Marco Maiolo, accolta del vescovo Lucia o De Lucia il 28 marzo mwass1851cite-ref-1-23-1[23].
Architetture civili
Aree naturali
Società
Evoluzione demografica
Tradizioni e folclore
La Tridicina: Rito in devozione di Sant'Antonio
La festa in onore del patrono sant'Antonio di Padova si svolge la domenica successiva al 13 giugno. A partire dal sabato e per tutta la giornata di domenica si svolge per le vie del paese una grande fiera. La "tredicina", e cioè la messa all'alba per tredici mattine, che viene seguita come offerta votiva al santo, si svolge dal 1º al 13º giorno del mese di giugno.
Li virginiadi
Nel giorno della sua ricorrenza, 13 giugno, sono ancora numerose le persone che offrono al Santo il "voto delle verginelle" che si paga invitando a casa propria tredici giovani ragazze ed un ragazzino (che dovrebbe rappresentare il bambinello Gesù), a cui vengono "servite" tredici portate diverse.
Li Raghatiadi
Altra manifestazione di devozione ancora esistente è quella di vestire con il saio marrone come quello del santo, i capelli tagliati a coroncina e sandali marrone ai piedi. Da qualche anno sta riprendendo quota il voto delle mwayuraghatelle (che negli ultimi 10-15 anni sembrava quasi scomparso) e che consiste nel trascinarsi ginocchioni per tutto il percorso della lunga chiesa, con partenza dalla porta ed arrivo davanti alla statua del Santo; poi ritorno a piedi all'entrata e, daccapo, per il numero di volte che si è "promesso" al santo per la grazia ricevuta o di cui si è in attesa.
Li cuzzupi e li ziti
Tradizione particolarmente interessante e che desta molta curiosità è quella di "li cuzzupi di li ziti" (biscotti dei fidanzati) o "cuzzupi di Pasqua". Anche questo rito, come qualcuno dei precedenti, deriva da credenze pagane; "la mwaygcuzzupa" è un dolce tipico che viene preparato in occasione delle feste pasquali. Il dolce, ancor oggi fatto in casa, nella tradizione contadina, veniva preparato dalla madre "di lu zitu" (il fidanzato), aveva di solito la forma di due cuori intrecciati e veniva donato alla "zita" (fidanzata), quale gesto d'amore e fedeltà; a volte ciò avveniva come richiesta di fidanzamento ed il restituirne una parte allo spasimante voleva significare l'aver accettato la proposta. Oggi il gesto della "cuzzupa" si effettua molto di rado ed è una delle tradizioni che si sta perdendo, rimane in ogni modo vivo e ricco di significati, che le generazioni cosiddette moderne non hanno saputo comprendere e apprezzare come semplice messaggio d'amore.
Rito di Lu majiu
Legato ad un'insolita credenza, è il rito "di lu majiu" (il "maggio"): consiste nel porre all'esterno delle porte d'ingresso delle case, un ramoscello di faggio fiorito. Tale gesto si compie ogni anno puntualmente il 1º maggio ed è di buon augurio per l'avvento della bella stagione che nelle nostre montagne arriva proprio in questo periodo. La stranezza di tale rito è dovuta al fatto di credere che se non si pone il ramoscello di faggio alla porta non "arviscia", cioè non si vedrà l'alba del giorno successivo.
Rito della strhina
Un altro caratteristico rito è quello della mway0strhina (la strenna). Esso riguarda i bambini che, il giorno di Natale e di Capodanno, vanno dai parenti più anziani per ricevere in regalo dei soldi. Un tempo era in uso che la madre preparasse mway4lu gurzidhu (un sacchetto di panno che si legava con del filo di lana attorno al collo), nel quale i parenti più anziani ponevano delle monete in regalo. Assai particolare è l'usanza denominata mway8Lu vattisimu di li tiampi. Essa è una tradizione tipicamente contadina ma che viene perpetrata anche da chi contadino non è. La leggenda vuole che la notte dell'Epifania (la notte tra il 5 e il 6 gennaio), a mezzanotte, ci si affacci per vedere da quale parte spira il vento; quella sarà la direzione per la maggior parte dell'anno.
Questo rito aiutava molto i contadini che, in base a mwazecu ci restau (quale era la direzione del vento), avrebbero regolato i tempi della semina e degli altri lavori in campagna (non essendoci le previsioni meteorologiche). Un altro rito molto caratteristico è la "Riacita di Carnilevari". Oggi, come un tempo, nei giorni del Carnevale, è in uso il proporre recite dialettali che spesso narrano di fatti e vicende accadute in paese. Una volta queste rappresentazioni mettevano alla berlina personaggi di spicco, spesso politici, della comunità o narravano la cronaca dei fatti salienti e pittoreschi accaduti durante l'anno (litigi, affari, corna, etc.).
Ora, soprattutto a causa della scarsa ironia, queste rappresentazioni non vengono più proposte, ci si limita a mettere in scena solo i personaggi inerenti al Carnevale.
La festa delle 13 Vergini a Fabrizia
Nei 13 giorni che precedevano il 13 giugno per la festa di San Antonio da Padova, era uso per richieste di Voto organizzare la festa di mwazulì virginiadhi. Ogni famiglia, o più famiglie, sceglievano ed invitavano 13 ragazze che vestite di bianco, come delle piccole spose, dovevano presiedere la tavola opportunamente imbandita a festa. Il mattino tutte vestite di bianco, erano una nuvola, tra i banchi della chiesa matrice che con inni e preghiere continuavano nelle case a cui erano state invitate. Nel tedio generale tra le ragazze, c'era mwazylu bambiniahhnu, che era il bersaglio degli scherzi: gli si lanciavano la mwazccalia e mwazgli luppini e il poveretto doveva subire "uno a tredici". Il pranzo doveva essere ricco, sapientemente cucinato anche per compari, commari e doveva essere composto da 13 portate.
Anche a San Giuseppe si faceva festa per Voto, ma era dedicata mwazoalli vecchiariadhi dove il pranzo era a base di pasta mwazscannarozzedhia e ciciari condito col sugo di mwazwlu stuaccu.
Economia
Infrastrutture e trasporti
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 21 novembre 1993 | 16 novembre 1997 | Antonio Minniti | Partito Democratico della Sinistra | sindaco | |
| 16 novembre 1997 | 27 maggio 2002 | Antonio Minniti | lista civica di centro-sinistra | sindaco | |
| 27 maggio 2002 | 28 maggio 2007 | Giuseppe Mario Aloi | lista civica "Della Margherita" | sindaco | |
| 28 maggio 2007 | 27 luglio 2009 | Giuseppe Mario Aloi | lista civica | sindaco | |
| 27 luglio 2009 | 28 novembre 2011 | | | commissario straordinario | [ 26 ] [ 27 ] |
| 28 novembre 2011 | 12 giugno 2017 | Antonio Salvatore Minniti | lista civica | sindaco | |
| 12 giugno 2017 | in carica | Francesco Fazio | lista civica Liberi e giovani con Fabrizia | sindaco | |
Scioglimento Consiglio comunale
Nel mwabq2009 il Consiglio comunale di Fabrizia è stato sciolto per infiltrazioni mafiose con mwabudecreto del presidente della Repubblica (d.lgs. 267/2000 art. 143), secondo le indagini la mwaby'Ndrangheta ha inquinato l'ente minando il buon andamento, l'imparzialità e la trasparenza dell'attività amministrativa grazie anche ai collegamenti diretti e indiretti di alcuni amministratori locali e alcuni dipendenti comunali con soggetti mafiosi, il tutto a danno del bene comune sotto l'aspetto sociale-culturale-economicocite-ref-autonomiecalabria-it-27-1[27]; la gestione commissariale è durata fino al 28 novembre 2011.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwacmmwacqmwacuBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwacydemo.istat.it, mwaccISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwacsmwacwmwac0Classificazione sismica (mwac4mwac8XLS), su mwadarischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwadqmwadumwadyTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwadcmwadgPDF), in mwadkciterefmwadoLeggemwads mwadw26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwad0Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwad4 151. mwad8URL consultato il 25 aprile 2012 mwaea(archiviato dall'mwaeeurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwaeumwaeymwaecTerremoti distruttivi in calabria dal 1638, su mwaegcapistranocalabria.com mwaek(archiviato dall'mwaeourl originale il 13 marzo 2016).
cite-note-55. ↑ mwae4E. Boschi, E. Guidoboni, G. Ferrari, G. Valensise e P. Gasperini, mwae8Catalogo dei Forti Terremoti i in Italia dal 461 a.C. al 1990, Istituto Nazionale di Geofisica e dalla SGA Storia Geofisica Ambiente, 1997.
cite-note-66. ↑ mwafmmwafqmwafuOttobre 1951: Rovinosa Alluvione in Calabria, su mwafy3bmeteo.com.
cite-note-77. ↑ mwafomwafsmwafwIl 21/10/1953 si è verificata una violenta alluvione che ha interessato la Calabria Centro-Meridionale, su mwaf0camilab.unical.it mwaf4(archiviato dall'mwaf8url originale il 17 novembre 2015).
cite-note-88. ↑ mwagmmwagqmwaguProgetto AVI - Archivio Frane, su mwagywwwdb.gndci.cnr.it.
cite-note-99. ↑ mwagoFrancesco Bevilaqua, mwagsmwagwIl Parco delle Serre.
cite-note-1010. ↑ Cfr. B. Aldimari, Historia cit., I, p. 279.
cite-note-1111. ↑ Della Calabria Illustrata - M.DC.XCI. (1691), Opera Varia Istorica del R.P. G.Fiore da Cropani - Tomo Primo, Parte Prima Cap. IV-Calabria Abitata Libro I, pp. 79-60. mwahq"Caulonia, ò vero Aulonia, Città di molo grido in quei secoli, edificata da' Cotronesi per detto di Solino; se non più tosto dagli Achivi, conforme al rapporto di Strabone. Almare, poi già detta Castelvetere, ed oggidì si dice."
cite-note-1212. ↑ mwahgDella Calabria Illustrata - M.DC.XCI. (1691), Opera Varia Istorica del R.P. G.Fiore da Cropani - Tomo Primo, Parte Seconda Cap. IV-Calabria Abitata Libro I, pg.178-XI "Cropanei, nel fine della montagna, da miglia 18 (ndr da Castelvetere). Oggidì però si trova riedificaco dalla fel. mem. di D. Fabrizio Carafa, col nome di Fabrizia, e corrottamente le Brunare (ndr Prunare). Numeroso di Popolo da 2000 Abitatori, con molta maestranza, disposte le genti in belle fattezze di corpo, e di acuto ingegno. Abbonda di Castagne, Noci, legnami per ogni uso, e per tavolami, effendovi la Serra, così come di Caccie di ogni sorte. tributa al Regio Erario, assieme con la Città (ndr Castelvetere) (quale è Camera riservata, ed alla quale, detto Villaggio soggiace) per 677 Fuochi."
cite-note-0-1313. ↑ Della Calabria Illustrata - M.DC.XCI. (1691), Opera Varia Istorica del R.P. G.Fiore da Cropani - Tomo Primo, Parte Seconda Cap. IV-Calabria Abitata Libro I, pg.178-XI mwaii"Cropanei, nel fine della montagna, da miglia 18 (ndr da Castelvetere). Oggidì però si trova riedificaco dalla fel. mem. di D. Fabrizio Carafa, col nome di Fabrizia, e corrottamente le Brunare (ndr Prunare). Numeroso di Popolo da 2000 Abitatori, con molta maestranza, disposte le genti in belle fattezze di corpo, e di acuto ingegno. Abbonda di Castagne, Noci, legnami per ogni uso, e per tavolami, effendovi la Serra, così come di Caccie di ogni sorte. tributa al Regio Erario, assieme con la Città (ndr Castelvetere) (quale è Camera riservata, ed alla quale, detto Villaggio soggiace) per 677 Fuochi."
cite-note-1414. ↑ mwaiyFrancesca Martorano, mwaicTerritorio e città nella politica dei Carafa di Roccella e degli Spinelli di Seminara e Ricca, tra Cinque e Seicento (mwaigabstract).
cite-note-1515. ↑ (S. Maria delli Crochi - Zodiaco di Maria, ovvero le dodici province del Regno di Napoli, come tanti segni… Serafino MONTORIO MDCCXVmwaiw 1715) mwai0"Ha quattro o cinque Baluardi muniti di Cannoni di bronzo, ed una copiosa Armeria, degno luogo, che vi abiti il Prencipe della Roccella, che n'è Padrone con titolo di Marchese. Degli antichi suoi Villaggi se n' è perduta la memoria, e solamente restano in piedi, con alcuni altri di poco nome, Spilinga, (che una volta fu luogo di delizie pe Francesi) e Cropanei sù l'alto della montagna."
cite-note-1616. ↑ Francesca Martorano - mwajeTerritorio e città nella politica dei Carafa di Roccella e degli Spinelli di Seminara e Ricca, tra Cinque e Seicento (mwajihttps://www.academia.edu): Si ricava dagli Atti del Sinodo geracese del 1593, organizzato dal vescovo Vincenzo Bonardo. È con questo sinodo che il casale fu ammesso a far parte giuridicamente del territorio della diocesi di Gerace: «Acceptamus et intra terminos huius nostrae Diocesis contineri declaramus casale Fabritiae nuper ab Illustrissimo Domino Don Fabritio Carafa Marchione Castri Veteris in centro montium ipsius Castri Veteris in loco quo dicitur delle Prunare, et ex ea parte, qua flumen Alari decurrit erectum, et edificatum»: cfr. Synodus prima hieracensis sub admodum Ill.mo et Rev.mo D.F. Vincentio Bonardo eiusdem Civitatis Episcopo habita, Roma, Nicolaum Mutium, 1598, rist. anast. Locri, Franco Pancallo, 2002, pp. 135-136; E. D'AGOSTINO, I vescovi di Gerace-Locri, Chiaravalle Centrale, Frama Sud, 1981, pp. 110, 121 n. 54. La dichiarazione del vescovo Bonardo fu conseguenza probabile delle pretese della diocesi di Squillace sul nuovo villaggio, che innescarono una contesa sui limiti delle diocesi durata sino al XIX secolo. Sulla contesa territoriale alla fine del Settecento cfr. anche V. Cataldo, mwajmUna controversia giurisdizionale tra i vescovi di Gerace e Squillace, «Taccuini di Studi Calabresi», 1, Gioiosa Jonica, Corab, 2006.
cite-note-1717. ↑ Cfr. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Fuochi Frammenti, fasc. 128, Numerazione dei fuochi del casale di Fabrizia in provincia di Calabria Ultra, a. 1596, tabella e commento in F. Martorano, Politiche insediative e trasformazioni urbane cit., pp. 81-82, 87-88. Questi fuochi comprendono quattro abitazioni abbandonate, anche se con lo «loco del foco, con tizzoni allumati». Il documento inventaria per queste case lemasserizie, da cui si deduce una povertà estrema della popolazione. È interessante osservare anche la composizione dei nuclei familiari, in genere con un figlio.
cite-note-1818. ↑ Francesca Martorano, mwajoTerritorio e città nella politica dei Carafa di Roccella e degli Spinelli di Seminara e Ricca, tra Cinque e Seicento). Cfr. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Fuochi Frammenti, fasc. 128, 28 agosto 1643. Foglio della numerazione della terra della Fabrizia nova seu le prunari della provincia di Calabria Ultra nell'anno 1642.
cite-note-1919. ↑ ''L'mwaj4Allaro, pellaccia di malandrino che fa a cazzotti coi macigni, va a precipizio senza salutare nessuno, qua e là sputacchiando con poca creanza; ma in certe notti colme di silenzio e di stelle, la sua voce raggiunge il paese, e pare selezionata da miracolosi filtri, un flauto pastorale. Che se poi un filo di luna riesce ad affacciarsi sulla briglia, allora l'mwaj8Allaro somiglia ad una tortora che sospiri un bacio d'amore e una carezza.'' …da ''C'è ancora una stella'' di Serafino Maiolo.
cite-note-203. C.M. Carafa, mwakqOrdini, Pandette, e Costituzioni Da osservarsi nelle Città, e Terre, Della Roccella, di Castelvetere, Grotteria, Martone, e S. Giovanni, Siderone, Condoianne, S. Ilario, e Ciminà, Bianco, Casignana, Carafa, e Fabrizia, in Calabria ultra. In Mazzarino, Per Ignazio Calatro, M.DC.XCII, pp. 6-7. (cfr. F. Racco, 'mwakyUna codificazione feudale del Seicento calabrese. Gli Ordini, Pandette e Costituzioni del Principe Carlo Maria Carafa. Rosarno 1996, pp. 83-84) da: V. Naymo - mwakkCONFRATERNITE, OSPEDALI E BENEFICI NELL'ETÀ MODERNA (ed. Polaris) F. Racco, mwaksJuspatronati e confraternite laicali ne La Roccella (ed. Polaris) -Il forum del Circolo di Studi Storici «Le Calabrie» è consultabile liberamente online all'indirizzo: mwakwhttp://lecalabrie.forumup.it/ mwak0Archiviatomwak4 il 4 marzo 2016 in mwak8Internet Archivemwala. -Fondazione Bedini - Staltari onlus mwalihttp://www.Bedini.net/
cite-note-2121. ↑ mwalymwalcmwalgFabrizia, su mwalkArchivio Centrale dello Stato. mwaloURL consultato il 9 agosto 2025.
cite-note-2222. ↑ Archivio di Stato di Catanzaro, R.U. Cart. A-6, fasc. XiX, 1768. "…il barone Asciutti era tenuto a versare, ai sensi del contratto di affitto, il 'solito tributo spettante al Sindaco di Fabrizia' pari a 300 ducati annui."
cite-note-1-2323. ↑ A. Oppedisano, mwammCronistoria della Diocesi di Gerace.
cite-note-2424. ↑ F.Carè - La Cavalera mwamc400 anni di storia di Fabrizia.
cite-note-2525. ↑ Dati tratti da: mwamsmwamwmwam0mwam4mwam8Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwanamwanePDF), su mwaniebiblio.istat.it, mwanmISTAT. mwanqmwanumwanymwancPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwangesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-264. Commissione straordinaria ex art. 143 TUEL (ente sciolto per infiltrazioni mafiose)
cite-note-autonomiecalabria-it-2727. mwaoimwaommwaoqCopia archiviata (mwaoumwaoyPDF), su mwaocautonomiecalabria.it. mwaogURL consultato il 26 gennaio 2012 mwaok(archiviato dall'mwaoourl originale il 23 settembre 2013).
Bibliografia
• Francesco Bevilacqua, mwao4Il Parco delle Serre. Guida naturalistica ed escursionistica, Rubbettino Editore, 2002, ISBN 88-498-0108-4.
• Cfr. B. Aldimari, mwapeHistoria cit., I, p. 279.
• mwapmDella Calabria Illustrata - M.DC.XCI. (1691), Opera Varia Istorica del R.P. G. Fiore da Cropani, Tomo Primo, Parte Prima Cap. IV-Calabria Abitata Libro I, pp. 79-60.
• F. Carè, mwapuLa Cavalera 400 anni di storia di Fabrizia
• F. Martorano, mwapcTerritorio e città nella politica dei Carafa di Roccella e degli Spinelli di Seminara e Ricca, tra Cinque e Seicento.
• mwapkAlessio B. Bedini, Famiglie Storiche dello Jonio.
• mwapsD. Minuto, Storia della gente in Calabria, Vibo Valentia, Qualecultura, 2005, p. 194.
• Serafino Montorio, mwap0S. Maria delli Crochi - Zodiaco di Maria, ovvero le dodici province del Regno di Napoli, come tanti segni, 1715.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.fabrizia.vv.it.
• citereftreccani-itFabrizia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itFabrìzia, su sapere.it, De Agostini.